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DON TONINO (così tutti affettuosamente chiamavano mons. Antonio Bello) nacque ad Alessano (Lecce) il 18 marzo 1935. Entrato da ragazzo nel Seminario Vescovile di Ugento, frequentò il Pontificio Seminario Regionale di Molfetta e il Seminario O.N.A.R.M.O. di Bologna. Ordinato sacerdote l'8 dicembre 1957 dal vescovo di Ugento mons. Giuseppe Ruotolo, conseguì la Licenza in S. Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano e il Dottorato presso la Pontificia Università Lateranense. In diocesi venne nominato dapprima Vice Rettore e poi Rettore del Seminario Vescovile, Direttore dell'Ufficio Pastorale, parroco della chiesa del S. Cuore di Ugento e, infine, della parrocchia della Natività di Tricase. Il 10 agosto 1982 divenne vescovo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi. Fu pastore mite e protettore dei poveri, degli immigrati e degli ultimi, che ospitò anche in casa sua.
Colpito da male incurabile, visse il suo calvario facendone un "luminoso poema". Morì a Molfetta il 20 aprile 1993.

 

 

COMPAGNI DI VOLO

UN’ALA DI RISERVA

 Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita;

ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto:

possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare,

Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta,

forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me;

per questo mi hai dato la vita:

perché io fossi tuo compagno di volo.

Insegnami, allora, a librarmi con Te.

Perché vivere non è trascinare la vita,

non è strapparla, non è rosicchiarla,

vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento.

Vivere è assaporare l’avventura della libertà.

Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia

Di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.

Ma non basta saper volare con Te, Signore.

Tu mi hai dato il compito

Di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.

Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.

Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala ,

l’unica ala inesorabilmente impigliata

nella rete della miseria e della solitudine

e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te;

soprattutto per questo fratello sfortunato

dammi, o Signore, un’ala di riserva.

Don Tonino Bello