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Lettera a Diogneto La Lettera a Diogneto è un breve scritto in greco, che un ignoto cristiano della prima metà del II° secolo ( 150 d.C.) rivolge a un amico per spiegare e difendere la nuova fede cristiana. È uno dei più suggestivi documenti dell'antica letteratura cristiana che appartiene ai cosiddetti "Padri apostolici".
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I CRISTIANI NEL MONDO
Infatti non abitano città particolari, né usano di un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita. La loro
dottrina non è stata inventata per riflessione e indagine di uomini
amanti delle novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un
sistema filosofico umano. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Come tutti
gli altri si sposano e hanno figli, ma non espongono i loro bambini.
Hanno in comune la mensa, ma non il talamo. Sono sconosciuti eppure condannati. Sono mandati a morte, ma con questo ricevono la vita. Sono poveri, ma arricchiscono molti. Mancano di ogni cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza. Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano la loro gloria. Sono
colpiti nella fama e intanto si rende testimonianza alla loro giustizia. Pur facendo il bene, sono puniti come malfattori; e quando sono puniti si rallegrano, quasi si desse loro la vita. I giudei fanno loro guerra, come a gente straniera, e i pagani li perseguitano. Ma quanti
li odiano non sanno dire il motivo della loro inimicizia. L'anima si trova in tutte le membra del corpo e anche i cristiani sono sparsi nelle città del mondo. L'anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo. Anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L'anima
invisibile è racchiusa in un corpo visibile, anche i cristiani si vedono
abitare nel mondo, ma il loro vero culto a Dio rimane invisibile. L'anima è rinchiusa nel corpo, ma essa a sua volta sorregge il corpo. Anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma sono essi che sorreggono il mondo. L'anima
immortale abita in una tenda mortale, così anche i cristiani sono come
dei pellegrini in viaggio tra cose corruttibili, ma aspettano
l'incorruttibilità celeste. Dio li ha messi in un posto così nobile, che non è loro lecito abbandonare.
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