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La diocesi di Acqui ( Alessandria ) che, nel 2010, ha donato alla Chiesa la Beata Chiara Badano aveva già avuto, nel 1944, un altro gioiello nel martirio della giovane Beata Teresa Bracco.
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TERESA BRACCO Santa Giulia 24 febbraio 1924 - Santa Giulia 29 agosto 1944 ( anni 20 ) Penultima di sette figli, Teresa Bracco era nata il 24 febbraio 1924 nel piccolo paese di Santa Giulia, comune di Dego e diocesi di Acqui Terme. Mamma Angela ogni giorno apriva un grande libro di preghiere e tutta la famiglia pregava. La domenica, dopo la Messa, papà Giacomo interrogava le figlie più grandi sulla parola ascoltata e sulla predica del sacerdote.
Mamma Angela e papà Giacomo,
profondamente pii, furono il primo esempio di grande fede cristiana.
Una fede, la loro, duramente sottoposta al crogiolo della prova.
Una sua compagna di quel tempo ha
testimoniato come lei cercava di portare sempre il suo gregge dove era
sistemata Ginin (così era chiamata in famiglia Teresa). Perché? Perché
Ginin sapeva recitare il rosario. La corona l’aveva sempre con sé e al
pascolo il lavoro quotidiano era scandito dall’alternarsi delle Ave
Maria.
C’era in Teresa qualcosa di diverso
dalle altre ragazze, ricorda una sua amica; dimostrava serietà, onestà e
rettitudine in tutto. Con la complicità di papà Giacomo, Ginin
sacrificava volentieri delle preziose ore di sonno pur di potersi
comunicare. La chiesa, infatti, non era tanto vicina e la Messa si
celebrava sempre all’alba. Ma per nulla al mondo lei avrebbe rinunciato
all’Eucarestia quotidiana. Qualcuno scrollò il capo di fronte alla sua fine eroica. Una morte inutile, si disse. Avrebbe potuto sopravvivere alla violenza, come le altre due ragazze, e tornare sana e salva alla sua famiglia. Perché opporsi così strenuamente al male? Ma soltanto pochi mesi dopo la sua morte, si raccontava di qualcuno che aveva ricevuto benefici dall’intercessione di Teresa. La fama del suo martirio si spargeva così nelle parrocchie confinanti mentre la vox populi l’acclamava come la nuova S. Maria Goretti delle Langhe.
Giovanni Paolo II l’ha elevata alla gloria degli altari il 24 maggio 1998. In quell’occasione il Papa ebbe a dire: “In Teresa Bracco brilla la castità, difesa e testimoniata fino al martirio. Quell'atteggiamento coraggioso era la logica conseguenza d'una ferma volontà di mantenersi fedele a Cristo, secondo il proposito manifestato a più riprese. Quando venne a sapere ciò che era accaduto ad altre giovani in quel periodo di disordini e di violenze, esclamò senza esitare: "Piuttosto che essere profanata, preferisco morire". Il martirio fu il coronamento di un cammino di maturazione cristiana, sviluppato giorno dopo giorno, con la forza tratta dalla Comunione eucaristica quotidiana e da una profonda devozione verso la Vergine Madre di Dio. Quale significativa testimonianza evangelica per le giovani generazioni del terzo millennio! “ |
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