| IN CORDATA
La montagna Se percorriamo generosamente il cammino della vita cristiana, vediamo sorgere dinnanzi a noi come una montagna : la montagna della santità. Dobbiamo arrampicarci faticosamente su di essa. Ma non ci scoraggiamo per questo, non desistiamo. Teniamo ben presente che, in questa salita che ci accingiamo a fare, non siamo soli:
con ciascuno di noi c’è Cristo e ci sono i fratelli. E allora,quella che ci aspettanon è una salita solitaria, ma qualcosa che possiamo chiamareuna scalata in cordata,cioè una scalata da fare insieme ad altri,che vivono la stessa nostra realtà.
La vetta Ogni giorno dobbiamo scalare la montagna. Lo scopo è quello di raggiungere la vetta, cioè l’unione definitiva con Gesù stesso. Questa scalata ci impegnerà tutta la vita; impegnerà tutte le nostre risorse materiali e spirituali; per essa dobbiamo impegnare tutti i doni, i talenti ricevuti.
Le difficoltà In una scalata si incontreranno sempre difficoltà ed ostacoli; per riuscire a superarli occorrono: perseveranza, coraggio, volontà. Senza queste qualità un alpinista non riuscirà mai a raggiungere la vetta. E anche noi, come gli alpinisti, incontreremo le nostre difficoltà. Spesso, proprio come loro, prima di continuare a salire e per continuare a salire, in qualche tratto dovremo accettare la necessità di scendere, di tornare sui passi fatti, per poter aggirare e superare qualche ostacolo. Spesso continuare comporterà stringer i denti, sentire il peso della fatica, soprattutto quando non vediamo la cima di questa montagna, perché qualche sporgenza della roccia ce ne impedisce la vista.
Continuare Eppure come gli alpinisti dovremo continuare a credere e a sperare ugualmente, spinti da una ferma volontà di conquistare questa cima che ci aspetta.
Perché, se nonostante tutte le difficoltà e gli imprevisti, non ci allontaneremo da Cristo, perseverando nel contatto personale con Lui, possiamo essere certi che arriveremo fino in cima, fino alla conquista della vetta !!!
I fratelli La scalata, inoltre, sarà più sicura e probabilmente più facile se conteremo sia sulla Grazia che viene da Dio, sia sui fratelli.
L’occorrente Gli alpinisti, prima di partire per la scalata, preparano tutto l’occorrente: chiodi, picconi, scarponi, zaini, occhiali da sole, cappello. Ciò che, in ogni caso, non può assolutamente mancare è una corda, una corda piuttosto robusta, a cui ogni alpinista si legherà ben stretto. Così legati formeranno una cordata, in cui ogni componente sa che, in caso di necessità, potrà essere aiutato da tutti gli altri compagni di viaggio.
La corda è Cristo La corda a cui ognuno di noi si legherà è Cristo. Legati a Lui, e per mezzo di Lui ai fratelli, siamo sicuri che ce la faremo. È indispensabile, però, restare legati ben saldi: soli, infatti, siamo fragili, uniti siamo forti ed agiamo efficacemente.
Cristo è la corda che ci unisce a tutti gli altri. Da qui nasce l’esigenza, di vivere e di lavorare in amicizia, in gruppo, in comunione tra noi e con quanti vorranno vivere il nostro ideale. Ricordiamo che nella scalata che ci attende, dobbiamo aver fiducia in Gesù, che ci ha detto: “ Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto”.
I compagni di cordata Dobbiamo però riporre la nostra fiducia anche sui “compagni di cordata” e “contare” sull’aiuto che da essi ci può venire, proprio perché legati alla stessa corda. Non dimentichiamoci, infatti, che il Signore si serve di tutti perché ci giunga la salvezza promessa. Attenzione, però, come gli alpinisti in cordata, ognuno di noi sarà appoggio e sicurezza per gli altri. Dobbiamo tener presente che ognuno di noi trae la sua sicurezza dal fatto che sta in cordata, ma nello stesso tempo ha la responsabilità che questa cordata funzioni. Ha, cioè, l’obbligo di non mettere a rischio se stesso e gli altri con il proprio comportamento.
Vivere in cordata significa aiutarci a vivere uniti in Cristo.
Nessuno può pretendere che siano gli altri ad aiutarlo. Pensate per un momento che cosa succederebbe se, mentre gli alpinisti stanno attraversando un passo particolarmente difficile, decidessero, vinti dalla stanchezza, di appoggiarsi alla corda per farsi trascinare. Se tutti lo fanno contemporaneamente, la cordata cade nel precipizio. È proprio per evitare ciò che ciascuno di noi ha la responsabilità di rinsaldare sempre di più il suo rapporto con Cristo. Solo se questo rapporto è costante, siamo sicuri di collaborare con una comunità in grado di aiutare chi si trova a vivere momenti di difficoltà.
Gesù Affideremo a Gesù le nostre difficoltà e gli consegneremo le nostre gioie. A Lui chiederemo aiuto per andare avanti e procedere, insieme, in cordata.
Dobbiamo essere convinti e avere chiara l’idea che lavorare in cordata è la scelta migliore la scelta necessaria la scelta indispensabile, per il TLC.
Non ci resta che continuare la scalata in CORDATA, che da ora in poi sarà il nostro simbolo.
E non dimentichiamo
CRISTO HA BISOGNO DI NOI!
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