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Omelia di San Tommaso d’ Aquino
 

O prezioso e meraviglioso banchetto!

L'Unigenito Figlio di Dio,

volendoci partecipi della sua divinità,

assunse la nostra natura

e si fece uomo per far di noi, da uomini, dèi. 
Tutto quello che assunse, lo valorizzò per la nostra salvezza.

Infatti a Dio Padre

offrì il suo corpo come vittima sull'altare della croce per la nostra riconciliazione.

Sparse il suo sangue facendolo valere come prezzo e come lavacro,

perché, redenti dalla umiliante schiavitù, fossimo purificati da tutti i peccati. 
Perché rimanesse in noi, infine, un costante ricordo di così grande beneficio,

lasciò ai suoi fedeli

il suo corpo in cibo

e il suo sangue come bevanda,

sotto le specie del pane e del vino.
O inapprezzabile e meraviglioso banchetto,

che dà ai commensali salvezza e gioia senza fine!

Che cosa mai vi può essere di più prezioso?

Non ci vengono imbandite le carni dei vitelli e dei capri, come nella legge antica,

ma ci viene dato in cibo Cristo, vero Dio.

Che cosa di più sublime di questo sacramento? 
Nessun sacramento in realtà è più salutare di questo:

per sua virtù vengono cancellati i peccati,

crescono le buone disposizioni,

e la mente viene arricchita di tutti i carismi spirituali.

Nella Chiesa

l'Eucaristia viene offerta per i vivi e per i morti,

perché giovi a tutti, essendo stata istituita per la salvezza di tutti.
Nessuno infine può esprimere la soavità di questo sacramento.

Per mezzo di esso

si gusta la dolcezza spirituale nella sua stessa fonte

e si fa memoria di quella altissima carità,

che Cristo ha dimostrato nella sua passione. 
Egli istituì l'Eucaristia nell'ultima cena,

quando, celebrata la Pasqua con i suoi discepoli,

stava per passare dal mondo al Padre. 


L'Eucaristia è il memoriale della passione,

il compimento delle figure dell'Antica Alleanza,

la più grande di tutte le meraviglie operate dal Cristo,

il mirabile documento del suo amore immenso per gli uomini.